Kraków, Biarritz, Ljubljana and Lake Bled, Girona, Tbilisi · Poland, France, Slovenia, Spain, Georgia
6 città europee da visitare nel 2026 prima che lo facciano tutti
Da Cracovia e Biarritz a Lubiana, Girona e Tbilisi, scopri sei destinazioni europee che stanno attirando l’attenzione prima che aumentino i visitatori. Ecco perché vale la pena visitarle ora e cosa sta cambiando sul posto.
Pubblicato il 27 settembre 2026
6 città europee da visitare nel 2026 prima che lo facciano tutti
Ogni anno alcune città si trovano in quella breve finestra tra «ancora da scoprire» e «già invasa»: sono appena comparsi voli economici, è arrivato un riconoscimento UNESCO o una foto virale ha fatto il giro del web, ma le folle non sono ancora arrivate. Anche il 2026 ha la sua lista, e i dati di viaggio e i resoconti sul posto indicano di continuo le sei città qui sotto come le prossime a raggiungere il punto di svolta. Ecco perché conviene prenotare ora e cosa sta cambiando davvero sul posto.
Cracovia, Polonia: la capitale che non è la capitale
Cracovia è sfuggita al destino di molte città polacche durante la Seconda guerra mondiale soprattutto per caso: le forze sovietiche avanzarono troppo in fretta perché le truppe tedesche potessero eseguire le demolizioni previste. Una delle piazze medievali intatte più grandi d’Europa rimase così quasi illesa. È per questo fortunato incidente storico che il Rynek Główny di Cracovia ha ancora l’aspetto di cinque secoli fa, circondato da case gotiche e dal Mercato dei Tessuti, un edificio commerciale rinascimentale sotto le cui volte i mercanti pesavano seta e spezie e sotto cui oggi passano i turisti.
Quest’anno l’interesse per le prenotazioni a Cracovia è cresciuto rapidamente, anche grazie a prezzi che ricordano ancora l’Europa di dieci anni fa: una birra locale costa meno di tre dollari e una cena completa raramente supera il prezzo di un antipasto a Parigi. Sotto la piazza, il museo Sotterranei del Rynek permette di attraversare le bancarelle medievali portate alla luce solo nel 2005: una vera città sotto la città, di cui molti visitatori al primo viaggio ignorano l’esistenza finché non la scoprono all’ombra del castello di Wawel.
Biarritz, Francia: la costa basca che non viene trattata come la Riviera
Mentre la Costa Azzurra affronta folle da record e prezzi degli hotel in aumento, Biarritz si trova due ore più a ovest, sulla costa atlantica. Offre la stessa architettura Belle Époque e le grandi ville sul mare senza i prezzi di Cannes e i paparazzi. La città diventò di moda negli anni Cinquanta dell’Ottocento, quando l’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III, vi fece costruire un palazzo estivo, oggi Hôtel du Palais. L’aristocrazia europea la seguì e trasformò quasi da un giorno all’altro un villaggio di pescatori basco in una località di villeggiatura.
C’è un dettaglio che distingue Biarritz dalle altre città costiere francesi e sorprende molti visitatori: è considerata la culla del surf europeo, introdotto nel 1957 da uno sceneggiatore statunitense. Da allora la città ha ospitato competizioni mondiali di surf. La tradizione gastronomica basca — pintxos, peperoncino di Espelette e un’identità regionale molto forte e distinta dal resto della Francia — dà a Biarritz una profondità culturale che spesso manca alle località balneari concentrate solo sulla spiaggia.
Lubiana e il lago di Bled, Slovenia: la risposta tranquilla delle Alpi europee
La Slovenia viene spesso descritta come «l’Austria prima che la scoprisse il resto del mondo», e Lubiana ne è il motivo. L’intero centro storico della capitale è chiuso alle auto private e attraversato da un fiume lento, ponti con draghi e un castello in collina raggiungibile in funicolare. È una capitale europea che è riuscita quasi del tutto a evitare il circuito dei tour in pullman. Nel 2026 le località slovene di Bela Krajina, Bohinj e Bled sono state premiate ai Green Destinations Story Awards per le loro pratiche di turismo sostenibile: un segnale che il Paese viene notato perché gestisce la crescita con attenzione, anziché nel caos.
A trenta minuti verso nord, il lago di Bled resta uno dei pochi laghi alpini d’Europa dove si può ancora remare su una tradizionale barca di legno, la pletna, fino a una chiesa sulla sua minuscola isola, senza contendersi lo spazio al molo. Anche il boom del ciclismo in Slovenia ha contribuito alla sua popolarità: il Paese ha dato i natali all’attuale volto del ciclismo professionistico e i conseguenti investimenti nelle infrastrutture hanno reso la campagna intorno a Lubiana una delle zone ciclabili meglio collegate dell’Europa centrale.
Girona, Spagna: la Catalogna senza la coda di Barcellona
In treno Girona si trova a novanta minuti a nord di Barcellona. Nel 2026 risponde sempre più spesso a una domanda che i viaggiatori si pongono apertamente: come visitare la Catalogna senza fare la coda alla Sagrada Família? Il quartiere ebraico della città, El Call, è uno dei meglio conservati d’Europa: un labirinto di scalinate di pietra e passaggi stretti che è in gran parte sfuggito alla riqualificazione del XX secolo, cancellando altrove quartieri simili.
La cattedrale di Girona ha la navata gotica più larga al mondo, un fatto che sorprende spesso chi si aspetta una modesta chiesa di provincia. Le mura medievali della città, il Passeig de la Muralla, si possono ancora percorrere quasi per intero e offrono una vista dall’alto sulla celebre fila di case colorate lungo il fiume Onyar. È la stessa veduta che compare brevemente e senza nome in una nota serie televisiva fantasy, che ha girato qui alcune scene.
Tbilisi, Georgia: la città della Via della Seta di cui l’Europa ha dimenticato il legame
La Georgia si trova esattamente nel punto di passaggio tra Europa e Asia, e Tbilisi mostra apertamente questa identità: bagni di tradizione persiana, un centro storico Art Nouveau e una funivia dell’epoca sovietica si trovano tutti a dieci minuti a piedi l’uno dall’altro. Il quartiere dei bagni sulfurei di Abanotubani ha dato il nome a Tbilisi: «tbili» significa caldo nell’antico georgiano e si riferisce alle sorgenti termali naturali ancora in uso, alcune in bagni pubblici con oltre 500 anni di storia.
La Georgia è stata indicata tra le destinazioni in più rapida crescita al mondo per il 2026. A spingere questo interesse è una combinazione davvero insolita: alcune delle più antiche tradizioni vinicole del pianeta — le prove della produzione del vino risalgono a circa 8.000 anni fa, e fanno della Georgia una seria candidata a luogo d’origine del vino — insieme a un paesaggio montano e a un costo della vita così contenuto che l’attrattiva si promuove quasi da sola.
Perché queste città non resteranno a lungo fuori dai radar
Tutte le città della lista seguono la stessa traiettoria: una nuova rotta aerea diretta, un premio di design, una comparsa in una produzione cinematografica o semplicemente un vantaggio valutario che sta per scomparire. Nessuna è davvero un segreto: basta una stagione di successo su Instagram perché compaiano nelle stesse liste di «overtourism» che dominano le notizie di quest’anno. Per ora, il vantaggio è ancora di chi prenota per primo.
Organizza un viaggio in queste città su Keptour
Una volta scelta la città che vuoi visitare quest’anno, Keptour ha già mappato le sue strade: piazze, cortili nascosti e il punto preciso da cui osservare dall’alto le case colorate di Girona. Puoi creare il tuo itinerario a piedi in ciascuna città, salvare i luoghi che ti colpiscono mentre fai ricerche e condividere il programma completo con chi ti accompagnerà.




