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I colori del tramonto sul lago di Tunisi[cite: 19]

Tunis, Tunisia · Tunisia

Cosa vedere a Tunisi - Souk, Cartagine e Sidi Bou Said

Trucioli di cedro, gelsomino e caffè forte escono da un vicolo coperto. Questa guida su cosa vedere a Tunisi collega la medina cinta da mura, i mosaici del Bardo, le rovine di Cartagine e la bianca e blu Sidi Bou Said in un paio di giorni.

Pubblicato il 14 ottobre 2026

L'odore arriva per primo. Trucioli di cedro, gelsomino e caffè forte escono da un vicolo coperto, mentre alle tue spalle un carretto sobbalza sulle pietre. Questa guida su **cosa vedere a Tunisi** segue un filo semplice attraverso una capitale che racchiude una medina cinta da mura, un passato romano e punico e un villaggio bianco e blu su una scogliera, tutto abbastanza vicino da collegarlo in un paio di giorni.

L'ordine è facile da ricordare. Si parte dalla città vecchia, ci si immerge nei mosaici del Bardo, poi si prende la ferrovia leggera costiera fino alle rovine di Cartagine e su a Sidi Bou Said per la sera. Quasi tutto si fa a piedi, più una linea di tram che costeggia il Golfo di Tunisi.

Perché vale la pena perdersi nella medina di Tunisi?

La città vecchia è una delle medine più grandi e meglio conservate del mondo arabo, e l'UNESCO la inserisce tra i [Patrimoni dell'Umanità](https://whc.unesco.org/en/list/36). È un quartiere vivo, non un museo. La gente fa la spesa, prega, contratta e porta a casa il pane negli stessi vicoli in cui stai girando tu.

La maggior parte dei visitatori entra nella **medina di Tunisi** da Bab el Bhar, l'antica porta del mare chiamata anche Porte de France. Da un lato si stendono i viali dritti della Ville Nouvelle di epoca francese. Dall'altro, Rue Jamaa ez Zitouna sale dolcemente verso la Moschea Zitouna, il cuore spirituale della città. Le regole di visita per i non musulmani possono cambiare, quindi informati all'ingresso e vesti con spalle e ginocchia coperte.

I souk sono divisi per mestiere, una logica medievale che funziona ancora. Il Souk el Attarine profuma di acqua di rose e ambra dei profumieri. Nel Souk des Chechias, gli artigiani modellano e spazzolano i berretti di feltro rosso che i tunisini più anziani portano ancora. Più all'interno trovi pelle, vassoi di ottone e tappeti impilati fino al soffitto.

Vai presto, prima dei gruppi organizzati. Contratta con il sorriso e allontanati con garbo se la cifra non ti convince. I momenti migliori arrivano nei vicoli laterali, dove una porta di legno borchiata si apre su un caffè con cortile piastrellato e qualcuno ti offre una sedia.

Perché visitare il Museo del Bardo?

Il **Museo del Bardo** è il motivo per cui molti viaggiatori aggiungono un giorno in più. Si trova in un antico palazzo dei bey, i sovrani che governarono la Tunisia sotto gli Ottomani, e ospita una delle grandi collezioni di mosaici romani di tutto il Mediterraneo.

Attraversa con calma le sale dei mosaici. Interi pavimenti staccati da ville romane mostrano pescatori che tirano le reti, cacciatori all'inseguimento di cinghiali, divinità marine con chele di granchio tra i capelli. Pian piano noti i piccoli scherzi lasciati dagli artigiani. Un gatto ruba un uccello. Un commensale rovescia il vino.

Guarda anche in alto. I soffitti del palazzo, scolpiti e dipinti, e i grandi scaloni fanno parte dello spettacolo. Molti visitatori passano più tempo del previsto a fissare gli stucchi.

Il museo si trova a ovest del centro ed è facile da raggiungere con la rete di ferrovia leggera o con un breve tragitto in taxi. Giorni di apertura e biglietti variano, quindi verifica con l'[ente nazionale del turismo](https://www.discovertunisia.com/) prima di andare. Si abbina bene a una mattinata in medina, oppure come fresca via di fuga in un pomeriggio caldo.

Cosa resta dell'antica Cartagine?

Cartagine fu fondata da coloni fenici provenienti da Tiro e divenne la grande potenza marittima che combatté Roma nelle guerre puniche. Roma la distrusse, poi la ricostruì come capitale della sua provincia d'Africa, e in seguito la città passò ai Vandali e ai Bizantini. Oggi sopravvive una costellazione di porti punici, terme romane, ville, un teatro e un museo in cima a una collina, sparsi in un tranquillo sobborgo sul mare. Il [sito UNESCO](https://whc.unesco.org/en/list/37) comprende l'intera area archeologica. È proprio questa storia stratificata a rendere le **rovine di Cartagine** non tanto un singolo monumento quanto un percorso attraverso diverse civiltà.

Questo conta quando pianifichi. Non c'è un unico parco recintato. Si cammina da un sito all'altro lungo strade residenziali alberate, e diverse stazioni del TGM servono la zona.

Comincia dalla collina di Byrsa, dove il Museo Nazionale di Cartagine guarda sul golfo. Scendi al Tofet, un piccolo e toccante santuario punico, poi prosegui verso i porti punici circolari, ancora visibili come due tranquilli bacini d'acqua. Chiudi alle Terme di Antonino, un imponente complesso termale romano proprio sulla riva. Appena oltre le colonne, la gente del posto pesca dagli scogli.

Porta un cappello, acqua e scarpe comode. Una mattinata intera è il ritmo giusto.

Come si arriva a Sidi Bou Said con il tram TGM?

Il **tram TGM** è la linea di ferrovia leggera che parte da Tunis Marine, in fondo al viale principale, attraversa la diga sul lago e corre lungo la costa passando per Cartagine in direzione di La Marsa. Per raggiungere Sidi Bou Said, sali a Tunis Marine, supera le fermate di Cartagine e scendi alla stazione che porta il nome del villaggio. Da lì, una breve salita a piedi ti porta tra i vicoli. I biglietti costano poco e si comprano agli sportelli delle stazioni, e l'operatore affigge nelle stazioni le variazioni di frequenza e percorso, quindi tieniti un margine di flessibilità. Programma Cartagine di giorno e Sidi Bou Said nel tardo pomeriggio, quando la luce si addolcisce. Poi riprendi la stessa linea per tornare in centro.

**Sidi Bou Said** è tutto muri imbiancati a calce, porte blu tempestate di chiodi neri e finestre avvolte da grate di legno blu. La bouganville trabocca dai muri. I venditori di gelsomino si infilano rametti dietro l'orecchio.

Sali le scale fino al Café des Nattes, dove la gente siede su stuoie di paglia sorseggiando tè alla menta. Il Café des Délices, più in basso sulla scogliera, offre ampie vedute sul golfo. Dopo, segui i vicoli giù verso il porticciolo. Nel fine settimana è affollato di famiglie della capitale, quindi le sere infrasettimanali sono più tranquille.

Dove mangiare e come organizzare le giornate a Tunisi?

Il cibo è una delle migliori **cose da fare a Tunisi**, e quasi sempre costa poco. Prova il brik, una sfoglia croccante ripiegata attorno a un uovo che si mangia con le mani prima che il tuorlo scappi. Il lablabi, una zuppa di ceci con pane, cumino e harissa, è la colazione di chi lavora in medina. Il couscous di pesce o di agnello riempie le tavole a pranzo, e il pesce alla griglia ha il sapore migliore vicino all'acqua, a La Goulette o a La Marsa.

Chiudi i pasti con i dolci tunisini e il tè alla menta con i pinoli che galleggiano in superficie. Osserva come la gente del posto lo sorseggia lentamente.

Primavera e autunno portano clima mite e luce morbida. L'estate è calda, quindi riserva le rovine alle prime ore del mattino. Vesti in modo sobrio nella medina, tieni con te spiccioli per tè e mance e custodisci bene gli oggetti di valore nei souk affollati. Chiedi sempre il permesso prima di fotografare le persone.

Qualsiasi guida di Tunisi che si rispetti mantiene un ritmo tranquillo. Per un andamento naturale, dedica un giorno alla medina e al Bardo, poi un altro a Cartagine e Sidi Bou Said lungo la linea del tram. Due giorni ti danno l'essenziale, e un terzo ti permette di rallentare.

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Inizia dalla porta della medina e finisci seduto di fronte al golfo. Dopo aver visto le persiane blu accendersi sull'acqua al tramonto, Tunisi tende a richiamarti per un altro viaggio.

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